Alessandro CottoniVIEW PROFILE →
Oltre Venezia: come Cinque Terre e Firenze diventano il nuovo fronte contro l'overtourism
L'estate 2026 ha portato immagini virali di folle soffocanti da Roma al Lago di Como. Ma la vera partita si gioca altrove: alle Cinque Terre, con accessi contingentati e multe sui sentieri, e a Firenze, che blocca i nuovi affitti brevi nel centro storico. Ecco come cambia il viaggio in Italia.
Per anni il dibattito sul turismo eccessivo in Italia è stato quasi sinonimo di una sola città, Venezia, con le sue calli intasate e le sue misure pionieristiche. Ma l'estate del 2026 ha mostrato con chiarezza che il fenomeno ha ormai superato quei confini, trasformandosi in una questione nazionale che coinvolge alcune delle mete più amate e fragili dell'intero Paese.
Un'estate di folle virali
Le immagini che hanno circolato in rete durante i mesi più caldi parlano da sole e raccontano una pressione difficile da sostenere. Video diventati virali hanno mostrato strade soffocanti nel centro di Roma, code interminabili per i traghetti lungo le rive del Lago di Como e banchine dei treni gremite oltre ogni limite nelle Cinque Terre.
Questa sovraesposizione mediatica ha avuto un effetto duplice, perché se da un lato alimenta ulteriormente il desiderio di visitare questi luoghi, dall'altro accende i riflettori sui problemi concreti che le comunità locali affrontano ogni giorno. La congestione non è più soltanto un fastidio estivo, ma una minaccia alla vivibilità stessa di questi territori.

La risposta si allarga
Di fronte a questa emergenza diffusa, l'Italia ha deciso nel 2026 di compiere passi decisi per gestire i flussi turistici nelle sue destinazioni più celebri. Città come Venezia, Roma e Firenze hanno introdotto nuove regole pensate per controllare il sovraffollamento, disciplinare gli affitti brevi e proteggere il loro insostituibile patrimonio storico.
Il cambiamento di paradigma è evidente e segna una nuova stagione delle politiche turistiche. Non si tratta più di iniziative isolate di una singola città, ma di un approccio sempre più condiviso che punta a difendere i centri storici e gli ambienti naturali, e proprio in questi due luoghi si concentra oggi la sfida più delicata.
Cinque Terre, il parco che detta legge
Tra tutte le mete coinvolte, le Cinque Terre si stanno affermando come uno dei tratti costieri più rigidamente regolamentati d'Europa. Le autorità del parco hanno progressivamente irrigidito le norme sul comportamento dei visitatori, sperimentando sistemi di accesso a orari prestabiliti, tetti massimi al numero di presenze e limitazioni ai grandi gruppi turistici organizzati.
A queste misure si accompagna un rafforzamento concreto dei controlli sul territorio, con meccanismi di sanzione ben precisi. Chi viola le regole del parco rischia infatti multe applicate direttamente sul posto, comprese quelle celebri destinate a chi percorre i sentieri con calzature inadeguate, un dettaglio che riassume bene la filosofia di questa gestione severa.
L'obiettivo dichiarato di questo rigore non è scoraggiare il turismo, bensì renderlo compatibile con la sicurezza dei visitatori e con la tutela di un paesaggio tanto spettacolare quanto delicato. I sentieri a picco sul mare, patrimonio riconosciuto a livello mondiale, non furono mai concepiti per reggere l'assalto delle folle contemporanee.
Firenze e la battaglia degli affitti brevi
Se le Cinque Terre concentrano la loro azione sui sentieri e sugli spazi naturali, Firenze ha scelto di combattere su un altro fronte, altrettanto cruciale, ovvero quello delle case. Le autorità cittadine hanno adottato un provvedimento significativo, vietando l'apertura di nuovi affitti brevi turistici all'interno del cuore storico della città.
La logica dietro questa scelta è tanto semplice quanto profonda e guarda al futuro della città reale. L'obiettivo è stabilizzare le comunità di residenti permanenti, contrastando quel fenomeno di svuotamento dei centri storici che rischia di trasformarli in vetrine per soli turisti, private delle botteghe, delle scuole e della vita quotidiana che le rendono autentiche.
Un modello che fa scuola
Firenze non è d'altronde l'unica a muoversi in questa direzione, poiché anche altre città hanno iniziato a sperimentare strumenti simili. Realtà come le stesse Cinque Terre e Firenze hanno avviato meccanismi di accesso a tempo, tetti alle presenze e restrizioni ai gruppi per alleviare la congestione nei punti più sensibili e nei siti di maggior richiamo.
Questa convergenza di soluzioni suggerisce l'emergere di un vero e proprio modello italiano di gestione dei flussi. Le diverse città e i vari enti sembrano imparare gli uni dagli altri, adattando alle proprie specificità un insieme di strumenti comuni che spaziano dal controllo degli alloggi alla regolazione fisica degli accessi ai luoghi simbolo.
Cosa significa per chi viaggia
Per il viaggiatore, tutto questo comporta un cambiamento di mentalità ormai inevitabile e per molti versi salutare. L'epoca del turismo di massa senza alcuna regola sta lentamente lasciando il posto a un'esperienza più pianificata, in cui prenotare in anticipo, informarsi sulle norme locali e rispettare i luoghi diventa parte integrante del viaggio stesso.
In fondo, queste nuove regole non sono un ostacolo al piacere di scoprire l'Italia, ma la condizione per continuare a poterlo fare in futuro. Proteggere Firenze, le Cinque Terre e le altre gemme del Paese dall'usura del sovraffollamento significa garantire che la loro bellezza resti intatta anche per i viaggiatori che verranno dopo di noi.






