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Turismo in Italia 2026: numeri da record, effetto Giubileo e la scoperta dei borghi
Il turismo italiano vive nel 2026 un anno da record, con circa 141,2 milioni di arrivi e 478,6 milioni di pernottamenti previsti. Il Giubileo ha trainato Roma e il Lazio, mentre cresce l'interesse per i piccoli borghi. Il settore vale 237,4 miliardi di euro e affronta la sfida dell'overtourism.
Il 2026 si conferma un anno straordinario per il turismo italiano, che continua a registrare numeri da record e a consolidare il ruolo del Paese come una delle principali destinazioni al mondo. La combinazione di un patrimonio artistico unico, di un paesaggio variegato e di una tradizione enogastronomica celebre a livello internazionale continua ad attrarre milioni di visitatori. Allo stesso tempo, la forte crescita pone nuove sfide legate alla sostenibilità e alla gestione dei flussi.
Numeri da record
Le previsioni per il 2026 parlano di cifre imponenti. Secondo un rapporto dedicato al settore, si stimano circa 141,2 milioni di arrivi e 478,6 milioni di pernottamenti nel corso dell'anno. Questi dati confermano un trend di crescita costante, dopo un 2025 già eccezionale, durante il quale erano stati registrati 476,9 milioni di pernottamenti, con un aumento del 2,3 per cento rispetto all'anno precedente.
La stagione estiva rappresenta come sempre il periodo di maggiore afflusso. Per i mesi di luglio e agosto del 2026 si prevedono circa 171,8 milioni di arrivi, una cifra che testimonia l'enorme richiamo del Paese nei mesi più caldi. Di questi visitatori, una quota pari al 52 per cento proviene dall'estero, a conferma della crescente attrattività dell'Italia sui mercati internazionali oltre che su quello nazionale.
L'impatto economico
Il turismo rappresenta un pilastro fondamentale dell'economia italiana. Nel 2025 il settore ha contribuito al prodotto interno lordo del Paese con circa 237,4 miliardi di euro, una cifra che ne evidenzia il peso strategico. A ciò si aggiunge il fatto che il comparto dà lavoro a una quota rilevante della forza lavoro nazionale, pari al 13,2 per cento, coinvolgendo un numero enorme di persone in maniera diretta e indiretta.
Un ruolo importante è svolto anche dal turismo interno, ovvero dagli spostamenti degli stessi cittadini italiani. Nel corso del 2025 i turisti nazionali hanno generato una spesa di circa 124 miliardi di euro, dimostrando come il desiderio di scoprire il proprio Paese resti molto forte. Questo equilibrio tra visitatori stranieri e italiani contribuisce a rendere il settore più solido e meno dipendente da un singolo mercato.
A livello europeo, l'Italia occupa una posizione di primissimo piano. Il Paese si colloca infatti al secondo posto nell'Unione europea per numero di pernottamenti, subito dietro la Spagna e davanti alla Francia. Tra i mercati esteri di provenienza, la Germania rappresenta il principale, con oltre il 15 per cento dei pernottamenti, mentre gli Stati Uniti si confermano il primo mercato al di fuori del continente europeo.
Il Giubileo e le regioni protagoniste

Tra gli eventi che hanno maggiormente influenzato i flussi turistici spicca il Giubileo cattolico, che ha avuto come epicentro la città di Roma e l'intera regione del Lazio. Questo grande appuntamento religioso e istituzionale ha rappresentato un potente motore per l'economia turistica, spingendo investimenti in infrastrutture, nel potenziamento dei trasporti e nell'ampliamento della capacità ricettiva della capitale e del territorio circostante.
L'effetto del Giubileo si riflette chiaramente nei dati regionali. Il Lazio ha superato la soglia degli 82 milioni di pernottamenti, affermandosi come una delle aree più visitate del Paese. A breve distanza si colloca il Veneto, con oltre 81 milioni di presenze, mentre la Campania, e in particolare la città di Napoli, ha registrato più di 18 milioni di visitatori, confermando una crescita particolarmente vivace nel Mezzogiorno.
Accanto alle mete più celebri, emergono con forza anche territori meno noti. Regioni come l'Abruzzo, il Molise, la Basilicata e il Friuli Venezia Giulia hanno registrato incrementi superiori alla media nazionale. Questo fenomeno indica una progressiva diversificazione delle destinazioni, con i viaggiatori sempre più interessati a scoprire aree autentiche e meno affollate rispetto alle tradizionali città d'arte del Paese.
Overtourism e il turismo dei borghi
La rapida espansione del turismo porta con sé anche crescenti preoccupazioni legate al fenomeno dell'overtourism, ovvero l'eccessiva concentrazione di visitatori in poche località simbolo. Questa pressione rischia di compromettere la vivibilità dei centri storici e la sostenibilità ambientale. Per questo motivo, le autorità puntano sempre più a distribuire i flussi in modo più equilibrato su tutto il territorio nazionale.
Una delle risposte più promettenti è rappresentata dalla valorizzazione dei piccoli borghi e delle aree rurali. Nel corso del 2025 questi piccoli centri hanno registrato un incremento delle presenze pari al 7 per cento, segnale di un interesse in continua crescita. L'attenzione verso queste mete è confermata anche dalle ricerche online, che nel 2024 hanno raggiunto quota 94 milioni di query, con un aumento del 52 per cento rispetto all'anno precedente.
Anche le abitudini di prenotazione stanno cambiando in modo significativo. Oltre il 40 per cento delle prenotazioni avviene ormai entro trenta giorni dalla partenza, a testimonianza di una crescente tendenza a organizzare i viaggi con minore anticipo. Inoltre, più del 70 per cento delle prenotazioni viene effettuato attraverso piattaforme digitali, a conferma del ruolo ormai centrale della tecnologia nel settore dei viaggi.
Nel complesso, il 2026 restituisce l'immagine di un turismo italiano in piena espansione, capace di attrarre un numero record di visitatori e di generare un enorme valore economico. La sfida principale per il futuro consiste nel gestire questa crescita in modo sostenibile, valorizzando i territori meno conosciuti e riducendo la pressione sulle destinazioni più celebri. Solo così il Paese potrà continuare a beneficiare del turismo senza comprometterne il fascino.






