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Milano raddoppia la tassa di soggiorno per le Olimpiadi 2026: fino a 10 euro a notte

tourism2026-08-19 · 4 min read · 455 reads

Con i Giochi invernali Milano-Cortina alle porte, dal primo gennaio 2026 Milano ha raddoppiato l'imposta di soggiorno, che tocca i 10 euro a notte negli hotel di lusso. Una mossa che punta a un gettito record ma che allarma gli albergatori, mentre in tutta Italia la tassa vale ormai 1,2 miliardi di

In vista dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina, la città di Milano ha deciso di raddoppiare la propria tassa di soggiorno. Dal primo gennaio 2026, l'imposta applicata a chi pernotta in città arriva fino a 10 euro a notte nelle strutture di fascia alta. Si tratta di una mossa dal forte valore simbolico e fiscale, che si inserisce in una tendenza nazionale al rialzo dell'imposta turistica.

Le nuove tariffe variano in base alla tipologia di alloggio. Negli hotel a quattro e cinque stelle si pagano 10 euro a notte, che scendono a 7,40 euro nei tre stelle, 5 euro nei due stelle e 4 euro negli alberghi a una stella. Per le case vacanza, gli affitti brevi e i bed and breakfast la tariffa è fissata a 9,50 euro, mentre negli ostelli e nelle strutture all'aperto ci si ferma a 3 euro.

La misura presenta però alcuni paletti precisi. L'imposta si applica ai soggiorni fino a un massimo di 14 notti consecutive e prevede diverse esenzioni. Non pagano i minori di 18 anni, i residenti a Milano, i pazienti ricoverati insieme a un accompagnatore, chi si trova in situazioni di emergenza o assistenza, e il personale di polizia, vigili del fuoco e sicurezza in servizio.

L'effetto Olimpiadi

Il raddoppio è strettamente legato all'appuntamento olimpico e ha carattere temporaneo, valido soltanto per il 2026. La possibilità di aumentare l'imposta deriva dal cosiddetto decreto anticipi di ottobre, che consente ai Comuni della Lombardia e del Veneto situati entro 30 chilometri dalle sedi di gara di alzare la tassa di soggiorno fino a un massimo di 5 euro a notte.

Sul piano dei conti pubblici, l'operazione ha un peso rilevante e coinvolge indirettamente anche lo Stato, al quale spetta la metà dell'aumento. Per Milano, secondo l'Osservatorio Nazionale JFC, l'obiettivo è un gettito di circa 110 milioni di euro, con una crescita del 43 per cento rispetto al 2025, cifra che colloca la città tra le più esose d'Italia.

L'allarme degli albergatori

Non tutti però accolgono con favore la stretta fiscale. Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano, ha espresso forte preoccupazione, avvertendo che l'aumento rischia di distruggere quanto costruito in 25 anni per rendere la città una destinazione mondiale per il turismo congressuale e d'affari, e chiedendo per questo motivo un'esenzione mirata proprio per il segmento dei congressi.

Il timore degli operatori riflette una tensione di fondo. Da un lato le Olimpiadi rappresentano un'occasione irripetibile per incassare risorse e finanziare servizi, dall'altro un prelievo troppo alto potrebbe scoraggiare proprio quella clientela business e congressuale che genera valore tutto l'anno, e non soltanto nelle settimane dei Giochi invernali.

Una tassa da 1,2 miliardi

Negli hotel a quattro e cinque stelle di Milano la tassa di soggiorno arriva a 10 euro a notte per persona nel 2026.
Negli hotel a quattro e cinque stelle di Milano la tassa di soggiorno arriva a 10 euro a notte per persona nel 2026.

Il caso di Milano non è isolato, ma la punta di un fenomeno nazionale. Secondo l'Osservatorio Nazionale JFC, nel 2026 la tassa di soggiorno in Italia dovrebbe generare oltre 1,2 miliardi di euro, un valore che è praticamente raddoppiato rispetto ai 628 milioni del 2021. I Comuni che la applicano sono saliti a 1.411, con 24 nuovi territori entrati in vigore quest'anno.

A guidare la classifica degli incassi è Roma, che da sola vale circa 288 milioni di euro, seguita proprio da Milano con i suoi 110 milioni. Anche altre città hanno ritoccato le tariffe, come Napoli, che ha aumentato di un euro l'imposta portandola a 6 euro a notte. Il quadro conferma quanto l'imposta turistica sia diventata una voce di bilancio strategica per i Comuni.

Sul piano regionale, nel 2025 il Lazio ha superato i 300 milioni di euro, seguito dalla Lombardia con 158 milioni, in crescita del 37,8 per cento, dalla Toscana con 136 milioni e dal Veneto con 117 milioni, entrambe intorno all'11 per cento in più. Emblematico anche il caso di Lazise, sul Lago di Garda, dove gli incassi 2025 sono balzati del 60 per cento arrivando a 3,6 milioni.

Turismo record, ma concentrato

Questa corsa al rialzo si spiega anche con i numeri record del turismo italiano. Secondo il Ministero del Turismo, a luglio 2026 le presenze sono cresciute del 4,4 per cento e l'Italia si conferma prima destinazione europea, con un tasso di saturazione delle piattaforme di prenotazione al 58,9 per cento nell'estate, davanti a Spagna al 52,2 e Francia al 42,8 per cento.

La sfida dei prossimi mesi sarà capire se questi rincari serviranno davvero a finanziare servizi e a gestire i flussi, oppure se rischieranno di frenare gli arrivi. Per Milano l'imposta tornerà ai livelli precedenti dopo il 2026, ma il dibattito nazionale sulla tassa di soggiorno, tra esigenze di bilancio e sostenibilità del turismo, appare tutt'altro che concluso.

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